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Trama del film

Trama del film - Goodbye Mr. Zeus !
 
Alberto è un giovane impiegato di banca che distrazione e stress accumulato  mettono sempre in situazioni che rasentano la catastrofe!  Anche il giorno del compleanno di Adelaide, la sua fidanzata che abita nell’appartamento di fianco al suo, Alberto si presenta con tre ore di ritardo a causa di una successione di incidenti che lo hanno lasciato senza soldi e senza automobile. E in più, al posto di un “cucciolo di levriero afgano” che Adelaide desiderava tanto, Alberto le regala un  Carassius auratus, cioè un comunissimo pesce rosso, presentato per di più in un “elegante” sacchetto di plastica pieno d’acqua!  Il pesce rosso finisce così a casa di Alberto, che si affeziona a lui e che chiama Zeus.  Ma Adelaide da parte sua non prova rancore. Infatti gli regala un bell’acquario per Zeus. La madre di Adelaide si sente male e lei deve urgentemente correre al suo capezzale. Alberto così resta solo, e con una facilità sconcertante si caccia subito nei guai,  soprattutto quando uno strano fenomeno si produce: dopo che la tv ha trasmesso delle magnifiche immagini di laghi e cascate, Zeus comunica con lui per dirgli tutto il disappunto che prova nel vivere in un piccolo acquario…

CAST ARTISTICO e CAST TECNICO

CAST ARTISTICO e CAST TECNICO - Goodbye Mr. Zeus !
CAST ARTISTICO (ruoli principali)

Adelaide................... Chiara Muti
Alberto.................... Fabio Troiano
Procolo....................   Max Mazzotta
Dottor Salingheri ..........  Umberto Bortolani
Direttore del carcere......   Mirko Rizzotto
Armando.................... Aldo Sassi
Alex ................ ...... Andrea Lupo
Madre Adelaide.............  Alessandra Frabetti
Anziana signora............. Carla Astolfi


CAST TECNICO (principali)

Soggetto, Sceneggiatura e Regia.....Carlo Sarti
Produttore esecutivo.................Maurizio Feverati
Direttore della Fotografia...........Gigi Martinucci
Montaggio ...........................Paolo Cottignola, Fabio Bianchini
Assistente al montaggio..............Matteo Falavigna
Organizzatore generale..............Cesare Augusto Di Patti
Costumi..............................Valentina Concetti
Scenografia..........................Paola Zamagni
Fonico di presa diretta..............Roberto Serra
Sound design..................... Diego Schiavo
Musiche .............................Andrea Guerra, Home, John Mario, Smack Daniel's, The RavenMaster, 
                                             Andrea Dessì & Marius Svensson, Pino De Fazio
 
Si ringrazia EmilBanca per la disponibilità e cortesia durante le riprese del film 
 

NOTE VARIE

NOTE VARIE - Goodbye Mr. Zeus !
 La sceneggiatura del film “Goodbye, Mister Zeus!” ha ricevuto il Premio Solinas ex-aequo con menzione speciale della Giuria.
  
Il film è una piccola narrazione in forma di commedia sulla ricerca della libertà. Zeus, il pesce rosso dentro l’acquario, è simbolo in generale del limite della condizione umana ed è la rappresentazione del limite esistenziale, professionale e affettivo del protagonista. E proprio per questo il protagonista Alberto in lui si rispecchia nel desiderio di superare il mondo chiuso da cui tenta di uscire con piccoli balzi fuori “dall’acqua”.
   E il film, come tutte le narrazioni sulla libertà, è anche un racconto della fragilità del suo protagonista.
 
    Il film ha una struttura narrativa con una prima parte composta  "a strati", ad accumulazione di eventi che si sedimentano uno sull’altro in un progressivo “slow burns”, mentre la seconda parte del film si svolge in linea consequenziale.
 
 
 

 - Goodbye Mr. Zeus !
 
Goodbye mr.Zeus! : un pesce rosso come star  
 
 
 
Un uomo, una donna e un pesce rosso
Di Sergio Di Lino
 
Dal regista-paleontologo Carlo Sarti, lontano dalle sale (ma non dal cinema tout court...) da una quindicina d'anni, una originale commedia surreale.
Il curioso sdoppiamento professionale del cineasta bolognese (di Budrio, per la precisione) gli ha infatti concesso di oscillare fra lavori destinati al mercato e altri dall'attitudine prettamente "divulgativa", spesso a corollario di interventi a carattere saggistico su prestigiose riviste scientifiche, oppure delle numerose campagne di scavo da lui condotte. Insomma, Sarti non è un uomo che "campa di cinema", e questo è per lui un aspetto oltremodo salvifico, dal momento che ciò gli consente di fare più o meno ciò che vuole con la macchina da presa. Ovviamente avendo a disposizione i soldi necessari.
A tal proposito, quella di Goodbye, Mr. Zeus! è la classica vicenda "all'italiana" di finanziamenti statali garantiti e poi mai erogati, oppure erogati a fatica, con il regista e i suoi produttori costretti a inseguire sovvenzioni private non sempre a portata di mano o pienamente garantite dalla serietà degli occasionali (per fortuna   che c'era un produttore caparbio come Beppe Caschetto a fare da "garante"): d'altronde è questa la "loro" stagione, non a caso abbiamo appena finito di parlare di Alice di Oreste Crisostomi, che ha vissuto una vicenda produttiva  (e in misura ancora maggiore sotto un punto di vista distributivo) grossomodo analoga.
Si accennava dell'autarchia produttiva, e dunque della relativa libertà realizzativa, di cui Carlo Sarti, forte del fatto di fare un altro mestiere" per vivere, può godere, permettendosi di conseguenza il lusso di "osare" qualcosa in più rispetto all'ordinario. Così Goodbye, Mr. Zeus!, a dispetto del titolo che riecheggia un vecchio racconto di formazione di ambientazione scolastica del cinema britannico della fine degli anni Trenta (Goodbye, Mr. Chips di Sam Wood, 1939), si configura in realtà come una   briosa commedia surreale, dalle trovate che sconfinano spesso e volentieri nel grottesco, "cifra" narrativa che Sarti aveva già sperimentato nel precedente e già citato Se c’è rimedio perché ti preoccupi?, anche se non con questa sistematicità. In Goodbye, Mr. Zeus! si narra del ménage fra Alberto, timido e impacciato travet tristemente impiegato in banca, e la dispotica Adelaide, sua fidanzata perennemente insofferente nei confronti delle "distrazioni" del compagno. Come Paperino e Paperina, i due conducono un rapporto all'insegna della medesima falsariga: lui commette regolarmente qualche errore, lei lo punisce. Quando Alberto si rende conto di essersi dimenticato di comprare il regalo di compleanno per Adelaide, inizia la catastrofe: nel precipitarsi verso un negozio di animali per acquistare il levriero afgano (sic...) tanto desiderato dalla ragazza, egli tampona un'auto, stende un povero ciclista e viene derubato. Con i pochi spiccioli che gli rimangono in tasca, non potendo più permettersi il levriero, ripiega su un più modesto pesce rosso, sperando che la fidanzata sia comprensiva. Non lo sarà: Alberto si ritrova ben presto solo e con un pesce rosso in più a carico, il quale, però, miracolosamente, si rivela un essere senziente e parlante, e inizia a comunicare con il nuovo proprietario. Grazie al loquace esemplare di carassius auratus, Alberto capirà infine di essere a sua volta un "pesce in acquario", prigioniero di obblighi e convenzioni. Come fare a fuggirne? Sembra proprio che il simpatico pesciolino rosso abbia alcuni consigli utili per l'occasione. Utili ma anche interessati, dal momento che anche egli si trova un po' "costretto" in quella boccia di vetro di dimensioni così contenute, e cambierebbe volentieri domicilio. Peccato che poi i consigli dell'animaletto non si rivelino sempre delle autentiche perle di saggezza, e così Alberto si ritrova a vagare nudo per Bologna e finisce in un ospedale psichiatrico, nel quale, anche grazie all'incontro con alcuni internati più suonati di lui, capirà che l'unica speranza per lui - e per Zeus - è la fuga...
Il punto di forza di Goodbye, Mr. Zeus! è costituito senza dubbio dal connubio vincente fra originalità dell'intreccio e comicità paradossale delle situazioni che coinvolgono lo sventurato Alberto. Senza andare troppo lontano (c'è chi ha scomodato, in maniera un po' frettolosa, i fratelli Marx e Jacques Tati), vengono in mente alcune pagine felici - e purtroppo decisamente rare, al pari di quelle di Carlo Sarti, più o meno per gli stessi motivi - del cinema di Sandro Baldoni, non a caso fermo (al cinema, non a teatro) dal 2008, anno del suo terzo lungometraggio Italian Dream. A volte il paradosso sfiora il nonsense, ma Sarti è abile a districarsi anche in questo ambito, senza far perdere all'intreccio l'impressione di necessità di ogni sua parte. Purtroppo, necessità non significa organicità, e dunque, complici anche le tante difficoltà produttive, a livello di scorrimento il film procede a sbalzi, alternando momenti dal ritmo invidiabile a parentesi in cui affiora una certa "fatica" nel tenere insieme le fila del racconto. Al contrario, regge il discorso di fondo, l'elogio della follia che sottende all'apparato simbolico dell'intero lavoro.
Fra gli attori, Fabio Troiano replica per l'ennesima volta - e con una punta d stanchezza in più - il personaggio lunare e stravagante che si porta dietro dai tempi di Dopo mezzanotte di Davide Ferrario. Mentre la solitamente più compassata Chiara Muti sveste qui i panni algidi di cui è stata spesso rivestita per un ruolo più leggero, a tratti persino caricaturale. A far loro compagnia, il prode Max Mazzotta, al quale, quasi per predestinazione fisiognomica, spetta il ruolo del fool. Anche questo è un segno dei tempi... Da segnalare, infine, anche la raffinata selezione di musiche (Smack Daniel's, The RavenMaster, Andrea Dessì & Marius Svensson), coordinata da Andrea Guerra...


 
Goodbye, Mr. Zeus!

Regia: Carlo Sarti

Quando si cresce, le proporzioni s’invertono: quello che prima sembrava grande diviene più piccolo. E’ la legge della natura. Ma è anche la percezione immaginifica a ridefinire la dimensione di cose, persone e animali, mutando la prospettiva dello sguardo: come nelle fiabe. Lo straordinario Renato Pozzetto, in quell’esempio di realismo magico che rimane Da Grande, è un bambino di otto anni che, dopo aver esaudito il proprio desiderio di crescere, assume le ampie proporzioni del comico milanese. E’ il trionfo della logica lillipuziana che fu di Defoe: la realtà circostante assume le proporzioni del protagonista che, nella sua stanza cresce insieme agli oggetti che lo circondano, compreso il pesce nella vaschetta. E lo stesso accade più o meno all’impiegato di banca Alberto nella commedia di Carlo Sarti, Goodbye, Mr Zeus!. Alberto (che ha le simpatiche sembianze dell’attore Fabio Troiano, qui a proprio agio nell’esibire una verve comica scatenata) è uno qualunque, immerso in un trantran quotidiano che lo spinge allo stress. Nell’incipit lo troviamo imprigionato nella sua auto nel traffico soffocante mentre la fretta lo conduce a tamponare la macchina davanti a lui e a colpire con lo sportello un ciclista che, per tutta risposta, gli spilla duecento euro dal portafoglio minacciando di chiamare i vigili urbani. E questo è solo l’inizio di una serie di vicissitudini in crescendo. Di corsa, il nostro raggiunge un negozio d’animali per comprare un cucciolo di levriero afghano come regalo di compleanno per la sua bella fidanzata Adelaide (l’intrigante Chiara Muti), finendo per rimediare, con le sue cinque euro che si ritrova in tasca, un pesciolino rosso che chiamerà Zeus. Un cadeau che gli provocherà l’iniziale sdegno, poi rientrato, della ragazza, sua vicina di pianerottolo. Ma ecco che il pesciolino rosso rifiutato diviene il cuore rivelatore del surreale mutamento. Già l’indomani, come per magia, Zeus sembra danzare nella sua vasca mentre Alberto, completamente nudo, vorrebbe comunicare alla fanciulla il piccolo prodigio: ma la porta di casa gli si chiude dietro, Adelaide è in allarme per l’improvviso malore della madre, e a lui non resta che raggiungere, coperto solo da uno zerbino, il vicino commissariato, venendo lì accolto come un esaltato e, di conseguenza, condotto ad un ospedale psichiatrico. Una vertigine kafkiana che assume connotati da slapstick, generata com’è da un innocuo pesciolino che ha il nome del re degli Dei: è il plot di questa deliziosa commedia italiana giostrata con brio per merito di una sceneggiatura (che ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria al Premio Solinas) firmata dallo stesso Sarti, già regista di Se C’è Rimedio Perché Ti Preoccupi? del 1995.

Se il piccolo Nemo della Pixar ha commosso e divertito facendoci amare le profondità dell’oceano ma anche facendoci riflettere sull’infinito senso dell’avventura e del legame filiale, Goodbye, Mr Zeus! adegua i suoi colori allo scenario della provincia italiana trasfigurando, con qualche puntuta notazione realistica, la comune nostra alienazione che ci rende succubi e fragili. Non a caso, uno dei personaggi del film, lo stravagante dottor Salingheri (impersonato da Umberto Bortolani), diagnostica all’impiegato protagonista una sindrome da pesce rosso mutuandola dal volume "La vita sessuale dei pesci rossi". Le frenetiche disavventure del nostro, una volta dimesso dall’ospedale, lo conducono in prigione, per aver contravvenuto alle regole stradali. E’ in cella che la verve comunicativa di Zeus raggiunge l’apice (in uno dei momenti più spassosi del film) quando col suo linguaggio morse, mercé le pinne che funzionano come le ciglia dell’occhio sinistro dello splendido Lo Scafandro e la Farfalla, riesce a riportare l’armonia all’interno del carcere, esprimendo anche un disagio che è lo specchio di quello di Alberto (e a questo punto ha una sua funzione il personaggio di Procolo, compagno di prigionia del protagonista, interpretato da Max Mazzotta).
Se nella favolistica commedia di Franco Amurri con Pozzetto, è la costrizione familiare a generare la metafora di una metamorfosi rivelatoria, qui è il nucleo di coppia a svelare il disagio di una disarmonia caratteriale che si traduce nell’assurdità di un’anamorfosi ridicola. La nostra è una realtà da pesci in prigione se non riusciamo a trovare respiro amoreggiando con la nostra vicina di pianerottolo, se il mondo circostante (la piccola provincia del nostro scontento) non comprende il bisogno di libertà, se gli spazi quotidiani sembrano restringersi fino ad impedire ogni espressione. Solo la fantasia che si fa realtà trasfigurata può salvarci: e così il microcosmo di Alberto si allarga quando egli, all’apice delle proprie disavventure, libera Zeus in un paesaggio ricco di laghi e di cascate, finendo con l’assaporare il valore di liberazione da una quotidianità soffocante.
Non riveliamo, per scrupolo, il destino delle incomprensioni tra Alberto e Adelaide. Diciamo che il film mantiene quello che promette e che ci ha fatto piacere incontrare, nel corso della proiezione per la stampa, oltre all’attore Troiano e al regista Sarti anche l’irresistibile Zeus, effettivamente suggestivo e quasi ipnotico nel suo ruolo allusivo che evoca una dimensione altra, quella dimensione dove tutte le proporzioni s’invertono. E ancora una volta è il cinema a raccontarci di questa resistente soglia che, con umorismo, c’invita a varcare il confine delle finzioni quotidiane, nel regno parallelo dove la fantasia reinventa la realtà per renderla più umanamente sopportabile.    
http://www.revisioncinema.com/ci_zeus.htm                                            © 2010 reVision, Francesco Puma
 
 
Goodbye Mr. Zeus !

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