La vita di Alberto, impiegato di banca, è segnata da continui malintesi e sfortune. Adelaide la sua fidanzata, maniaca del controllo, cerca in tutti i modi di rimediare alle sventure del compagno, la situazione precipita quando nella loro vita si “intromette” Zeus, un esemplare di carassius auratus, ovvero, un comunissimo pesce rosso.
Goodbye, Mr. Zeus!, pellicola diretta da Carlo Sarti (Se c’è rimedio perché ti preoccupi), già vincitrice, grazie alla sceneggiatura, del premio Solinas nel 1998, arriva sul grande schermo dopo una lunga e non semplice trafila (il progetto, sottoposto al giudizio della Commissione cinema del ministero per i Beni Culturali, è stato per due volte approvato all’unanimità, anche se con mancata sovvenzione per esaurimento delle risorse finanziarie). Sarti cerca di sottolineare quelle che potrebbero essere le similitudini tra l’essere umano, per antonomasia animale perfetto e dinamico e il pesciolino rosso, animale muto e costretto a vivere chiuso in una boccia di vetro, portando lo spettatore a riflettere sulla propria vita, sulle proprie angosce, costretto a vivere assecondando le aspettative di chi gli sta attorno e della società, ritrovandosi spesso a sbattere contro le pareti della propria boccia di cristallo.
È proprio il caso di Alberto, interpretato da Fabio Troiano (A/R Andata + Ritorno, Giorni e nuvole, Cado dalle nubi), prigioniero di una vita fatta da insuccessi e insoddisfazioni lavorative, logorata dal continuo stress cittadino e soffocato dalle continue pressioni della compagna Adelaide, impersonata da Chiara Muti (La bambola, Rosa e Cornelia, Musikanten). Il vero protagonista, il piccolo Zeus, altro non è che l’inconscio di Alberto, che prepotentemente emerge in superficie. Il dialogo tra i due può essere interpretato con un monologo interiore dell’uomo. Quello che il pesce rosso ordina, consiglia, propone al suo padrone è ciò che in realtà Alberto stesso vuole compiere, ma che non ne ha mai avuto il coraggio. Non mancano citazioni e riferimenti alla psicoanalisi, non a caso, uno dei personaggi, il dottor Salingheri, Umberto Bortolani, può essere interpretato come una rivisitazione moderna del padre della psicanalisi Sigmund Freud (notevole anche la somiglianza fisica).
Piccolo omaggio anche ai grandi cinematografi del passato, in alcune scene, infatti, è possibile notare sullo schermo di una televisione, quella che solitamente fa compagnia a Zeus, personaggi come Buster Keaton e scene tratte dai film di Francois Truffaut.
Il film maschera con battute, gag e personaggi un po’ grotteschi, come il detenuto Procolo, Max Mazzotta, una sottile vena di malinconia, è un invito a riflettere sul proprio modo di vivere, sulla possibilità di ribellarsi alle convenzioni alle quali siamo costretti a sottostare, dopotutto, ognuno di noi vive nel proprio “acquario” personale.
Carmela Ferrentino http://www.doppioschermo.it/recensioni/goodbye-mr-zeus.html)
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vedi anche:
http://www.agisscuola.it/index.php?option=com_content&view=article&id=417:bologna-good-bye-mr-zeus-&catid=9:notizie&Itemid=100004
www.mymovies.it/film/2010/goodbyemrzeus/
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Alberto (Fabio Troiano) è un giovane impiegato di banca con la naturale propensione a cacciarsi nei guai. Fidanzato con la bella ma invadente e iperprotettiva Adelaide (Chiara Muti), si sente come un animale in gabbia. Anzi, come un pesce nella boccia di vetro.